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MARIO MAGLIONE IN “ INCANTO NAPOLETANO”

AREA ARCHEOLOGICA CAPOSELE FORMIA
Sabato 11 agosto ore 21.30..
Patrocinio comune di Formia

Torna a Formia in un prestigioso appuntamento che da anni è diventato un classico dell’Estate Formiana , la più bella voce della canzone classica Napoletana,


L’artista che dal Palco del Maurizio Costanzo show Roberto Murolo designò suo erede.
Il Concerto di classici napoletani attraversa I vari momenti storici e attuali della canzone classica Napoletana .Mario Maglione è accompagnato da 2 valenti musicisti il Maestro Michele Cordova alla chitarra e il Maestro Andrea Bonetti alla fisarmonica.
Ad aprire la serata sarà la bravissima cantante Valentina Ferrari che presenterà il suo primo singolo “ Sarà Perchè” prodotto ,musicato e scritto da Leonardo Barbareschi che accompagnerà l’artista alla chitarra.

AREA ARCHEOLOGICA CAPOSELE FORMIA
Sabato 11 agosto ore 21.30 ingresso € 12.00
..

PREVENDITA PRESSO

GAETA: I VIAGGI DI KILROY Via Veneto, 6 Tel. 0771 464560 –
FORMIA: Gran Caffè Tirreno Via Vitruvio, 238 Tel. 0771 21062
CAFFE BITTI Via Vitruvio, 59 – Tel. 0771 21316
Info: Augusto Ciccolella tel. 366 1824863 – Prevendita e botteghino € 12,00

Oggetto: Risanamento reti nel Sud Pontino – Interruzione idrica per effettuare la nuova

connessione della rete in località San Lorenzo a di Santi Cosma e Damiano
Si informa l’utenza che, nell’ambito dei lavori di risanamento delle reti idriche del sud pontino e al
fine di eseguire una nuova connessione della rete realizzata a servizio della località San Lorenzo
con la rete esistente, è programmata per martedì 03 luglio dalle ore 08:30 alle ore 16:30
un’interruzione idrica nel Comune di Santi Cosma e Damiano.
L’intervento permetterà di abbandonare un ulteriore tratto di vecchia condotta interessata da
perdite.
Le zone coinvolte sono:
Via Garibaldi (limitatamente ai tratti antistanti la Piazza San Lorenzo)
Via delle Terme (limitatamente ai tratti antistanti la Piazza San Lorenzo)
Via Randaccio (limitatamente ai tratti antistanti la Piazza San Lorenzo)
Si informa che sarà disponibile dalle ore 08:30 un servizio sostitutivo a mezzo autobotte in
Piazza San Lorenzo.
Sarà cura di Acqualatina fornire tempestive informazioni in caso di imprevisti.

Gaeta – Bastione “La Favorita”, l’inaugurazione

Gaeta, 22 giugno 2018. “Un momento importante per la nostra città che si concretizza finalmente dopo anni d’attesa”. Così il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano nel corso della cerimonia di inaugurazione, dopo i lavori di restauro, del Bastione “La Favorita” e della lapide marmorea in onore ai Caduti della I Guerra Mondiale nel centro storico di Gaeta. “L’emozione che proviamo è molto forte – prosegue il primo cittadino – perché restituiamo alla città il monumentale immobile in Via Faustina e la prima lapide marmorea edificata nel per onorare i nostri caduti”.

Dinanzi una platea accorsa numerosa composta da autorità civili, militari, religiose, Associazioni Combattentistiche e d’Arma e tantissimi cittadini, il Sindaco Mitrano affiancato dal Presidente del Consiglio Comunale Pina Rosato e dal consigliere Linda Morini, ha tagliato il nastro aprendo le porte del monumento in Via Faustina. E le aspettative non sono state disattese. Uno spettacolo unico ed inedito si è presentato agli occhi del visitatore che ha ammirato il bastione finemente restaurato così come accaduto per i precedenti interventi di recupero fortemente voluti ed attuati dall’Amministrazione Mitrano. In questi anni sono stati restituiti alla Città di Gaeta diversi immobili storici: l’ex Caserma Cosenz divenuto Palazzo della Cultura, i Bastioni Carlo V, la Gran Guardia anch’essa acquisita al patrimonio comunale, la Chiesa di S. Giovanni a mare, la Porta Domnica restaurata grazie alla sinergia tra Comune e la Fondazione Del Roscio, l’ex Palazzo Comunale, ed oggi il Bastione “la Favorita”. Questo a sottolineare l’attenzione dell’Amministrazione Mitrano nei confronti del Patrimonio storico, culturale ed artistico della Città di Gaeta in un’ottica di tutela, conservazione e valorizzazione.

“Un bene culturale – prosegue Mitrano – che a distanza di secoli, conserva intatto il suo fascino quale luogo dalla vedute uniche che guarda al quartiere medievale e all’intero Golfo di Gaeta e che sarà aperto al pubblico ed accessibile dal prossimo mese di luglio”. “Un tempo – sottolinea il primo cittadino – struttura militare che si incastonava nella celebre cinta muraria della fortezza di Gaeta, la Favorita è già entrata nel cuore dei gaetani e non solo che hanno potuto, a distanza di secoli, capire il perché del nome conferito al bastione dai Reali borbonici”. “Oggi – ribadisce Mitrano – riscopriamo ed onoriamo la nostra Storia, portando a conclusione un percorso iniziato il 20 dicembre 2012 quando siglai uno dei primi atti come Sindaco di Gaeta”. Si formalizzava in quella data il trasferimento della proprietà di diversi ed importanti beni dall’Agenzia del Demanio al Comune di Gaeta.

Il Bastione “La Favorita” fu acquistato dal Comune, con corresponsione della somma pattuita nel 2006 ma da allora, per varie ragioni, le Amministrazioni non erano mai riuscite a formalizzare la compravendita. Un iter procedurale complesso che si era fermato e che aveva impedito, fino al 2012, la formalizzazione dell’atto e di conseguenza il passaggio di proprietà. Tra il primo e secondo mandato dell’Amministrazione Mitrano, si riusciva finalmente ad appaltare e portare a termine i lavori di restauro conservativo e di risanamento strutturale. Dalla Rampa si accede ai due ampi terrazzi di cui il maggiore è ad un’altezza di circa 1,60 mt. più alto della soglia della rampa principale dove originariamente venivano trasportati i cannoni. Sono stati ristrutturati i due locali che affacciano sul percorso, che possono essere utilizzati per più occasioni, con intonacatura e finitura con tecnica a raso-sasso. La pulizia è stata effettuata sui tre prospetti, in Via Faustina, Lungomare Caboto e quello che affaccia sulla Villa Traniello; eliminati inoltre gli elementi vegetali che ricoprivano le facciate ed eventuali superfetazioni, ripristinate le superfici con tecnica a raso–sasso. Questa tecnica è stata applicata a tutte le facciate che presentano pietre naturali all’interno del fabbricato, il resto delle facciate è stato rifinito con intonacatura grigia e travertino. Per le protezioni dei terrazzi sono state inserite delle balaustre in vetro temperato imbullonate esternamente al massetto del pavimento. Lateralmente alla rampa e al primo terrazzo sono state applicate le fasce di luce LED affinché illuminino il percorso. Le parti ormai perdute come il timpano sopra la stanza che da sulla rampa di accesso sono state ripristinate e rifinite con intonacatura grigia. Per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono state inserite due rampe di pendenza 8% con opportune protezioni per salire dal terrazzo più alto a quello più panoramico che affaccia direttamente su Lungomare Caboto.

“La Favorita” cenni storici.

L’immobile “ex terrapieno Corpo di Guardia La Favorita”, denominato anche “Giardino pensile di Via Faustina” ebbe un ruolo rilevante durante la dominazione spagnola, iniziata nel 1504, quando il ruolo per Gaeta di piazzaforte del Regno di Napoli fu ancora più accentuato. La città fu dotata di nuovissime fortificazioni bastionate, in grado di sostenere le ultime e più potenti armi da fuoco. Il fabbricato è formato da un terrapieno contenuto da antiche mura in pietra calcarea e tufacea. Al piano terra vi è un locale di 15 mq senza finestre; attraverso una gradinata centrale , si accede in un giardino pensile dove insistono due piccoli locali di circa 50mq complessivi. La Favorita fu assegnata alla Marina Militare e, nella metà del secolo scorso, all’Amministrazione Finanziaria ed utilizzato come mensa e circolo ufficiali. Nell’anno 1506 la città di Gaeta, ormai possesso degli spagnoli, venne visitata dal re Ferdinando “il Cattolico”. Memore dell’esperienza maturata due anni prima,quando le sue truppe avevano sottratto Gaeta ai Francesi dopo aver occupato la collina di Monte Orlando (in quel tempo fuori delle mura), il Sovrano ideò il disegno di cingere la città con nuove opere di fortificazione che impedissero alle artiglierie, ormai sempre più perfezionate e potenti, di battere dall’alto il centro abitato ed il castello. Fece quindi gettare le fondamenta di quella poderosa cinta muraria che venne poi compiuta da suo nipote, l’imperatore Carlo V, e che da questi prese il nome. In tal modo, negli anni dal 1516 al 1538, sorsero in linea ininterrotta diversi bastioni e cortine sovrastati dalle relative batterie di cannoni. Tra questi, il Bastione con la Batteria “La Favorita”. Nei secoli successivi, le fortificazioni di Gaeta subirono diversi rimaneggiamenti e modifiche sulla base di mutate esigenze strategiche e di esperienze maturate durante gli assedi.

In particolare, nell’anno 1684, si rese necessaria un’opera accessoria alle mura dal lato di mare. Un accesso dalla strada principale della città venne fatto realizzare mediante la costruzione della rampa che unisce l’attuale via Faustina alla batteria della “Favorita”. Ancora oggi, sulla porta di accesso alla rampa, è collocata una lapide in lingua spagnola che ricorda la realizzazione dell’opera. La traduzione di tale lapide è la seguente:

Nell’anno del Signore 1684

si eresse questa opera

governando questa

Piazza il Maestro di

Campo don Antonio de

Balensuela Marchese

di Prado cavaliere

dell’Ordine di Santiago,

senza spesa di Sua Maestà.

Dalla sua lettura si deduce che l’opera non fu realizzata a spese dello stato, bensì da altro soggetto che, a tutt’oggi, non si è in grado di indicare. Durante i numerosi assedi che la Piazzaforte di Gaeta sostenne, la “Favorita” svolse sempre con notevole efficacia compiti di fiancheggiamento e di difesa del porto, pur essendo una batteria ridotta per numero di pezzi d’artiglieria. Anche durante l’Assedio del 1860/61 contribuì alla difesa della Piazza con artiglierie ad un solo ordine scoperto, composte con tre cannoni lisci da 60. La storia de “La Favorita”, fino agli ultimi eventi bellici, è strettamente connessa al retrostante Palazzo Reale.

L’antico Palazzo Reale sito nella stessa via Faustina, ove esiste attualmente la scuola elementare “Mazzini”, sorgeva in una contrada una volta detta “Vetrera” perché vi esisteva una piccola fabbrica di oggetti di vetro. Era appartenuto al marchese Gattola ed era poi passato, come dote, alla famiglia Transo; fu acquistato dal Reale Governo nel 1835. Qui il re Carlo III di Borbone si unì in matrimonio con la regina Amalia di Walburgo nel 1738; qui abitò il Pontefice Pio IX nel suo esilio del 1848-49; qui risiedevano i Reali di Borbone durante i loro soggiorni a Gaeta; qui vissero i loro ultimi giorni come Sovrani di Napoli il re Francesco e la regina Maria Sofia di Baviera, donna bellissima e leggendaria per il suo coraggio. Un ponte in ferro, demolito intorno al 1961, collegava il Palazzo Reale alla “Favorita”, che, verosimilmente, proprio a questo ponte deve la sua denominazione. Era, infatti, la batteria “favorita” dai Reali e dai loro ospiti, quando si recavano a passeggiare sugli spalti. Si riportano, a proposito, due brani particolarmente significativi tratti dalla “Narrazione del soggiorno nella Real Piazza di Gaeta del Sommo Pontefice Pio IX” di Giovanni Blois (1854): “Poco dopo il Santo Padre piacque si di passeggiare lungo il cammino di ronda, attraversando diverse batterie; uscì dal ponte che per un balcone del Real Palazzo mette fra la Batteria Favorita e l’altra Ferdinando II e giunse fino all’estrema Batteria S. Maria. Osservava frattanto e contemplava quanto dinanzi ai suoi occhi si offriva: salì ancora sopra alcuni affusti, per scoprire i navigli ancorati nel Porto e le molteplici opere di fortificazione. Per la medesima via ritornò alla Reggia …”.

“Sua Santità … indi ritiratosi in unione di S.M. la Regina e le Reali Principesse attese dalla Reggia il ritorno della truppa dal campo, situandosi sul ponte, d’onde ben la vedeva defilare, con marziale contegno e sveltezza e piena di soave ardore, perché aveva tra le fila i belli angioletti, i cari Principini!”. Con l’Assedio del 1860/61 e la conseguente caduta del Regno delle Due Sicilie, Gaeta entrò a far parte dell’Italia unita. Il Palazzo Reale divenne sede del Comando della Fortezza e del Presidio Militare, mentre la “Favorita” conservò caratteristiche di batteria fino al termine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1927 Gaeta venne cancellata dal novero delle Piazzeforti e nel contempo fu prescelta come principale base navale militare del Tirreno. Il Palazzo Reale e la “Favorita” divennero degna sede del Comando Marina fino al nefasto armistizio dell’8 settembre 1943.

Il bastione infine fu assegnato alla Marina Militare e, nella metà del XX secolo, all’Amministrazione Finanziaria ed utilizzata come mensa e circolo ufficiali. Il Ministero per i Beni e le Atti­vità Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di La­tina e Frosinone, in risposta alla richiesta di verifica di interesse culturale dell’immobile in argomento dell’Agenzia del Demanio – Filiale Lazio, autorizzava l’alienazione dell’immobile a favore del Comune di Gaeta. Con atto notarile pubblico del 20 dicembre 2012, il Comune di Gaeta ha acquistato definitiva­mente l’immobile.

Elezioni amministrative 2018 a Formia: sarà ballottaggio tra Cardillo Cupo e Villa

Intorno alle 14.30, al termine di uno scrutinio lentissimo, sono stati diffusi dal Ministero dell’Interno, i dati ufficiali dell’elezione di Formia che dovrà attetndere il 24 giugno per conoscere il nome del nuovo sindaco.

Tra due settimane i cittadini saranno di nuovo chiamati alle urne per il ballottaggio. Al secondo turno dovranno vedersela la candidata civica Paola Villa (Lista Civica Formia Città in Comune, Lista Civica Un’Altra Città, Lista Civica Ripartiamo con Voi, Lista Civica Formia Vinci) che con il suo 40,07% ha ottenuto forse un risultato al di sopra dei pronostici della vigilia, e il candidato della grande colazione di centrodestra (Unione di Centro, Lega, Lista Civica Idea Domani, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Civica SiAmo Formia) Pasquale Cardillo Cupo che si è atetstato sul 35,09%.

Ma per tutta la durata dello spoglio delle schede, è sempre stato testa a testa tra i due candidati sindaco che ora dovranno affrontarsi di nuovo il 24 giugno prossimo. Distanziati di molto gli altri quattro candidati sindaco: Claudio Marciano (Pd e Formia Bene Comune), Gianfranco Conte (Lista civica Formia Con Te), Antonio Romano (Movimento 5 Stelle) e Mario Tagliatatela (Lista Civica Formia Viva).

Parchi giochi nei quartieri: 750 mila euro di opere in arrivo.

Formia, 30 Maggio 2018: Tutti i quartieri necessitano di aree gioco attrezzate. Per questa ragione l’amministrazione comunale uscente ha stanziato una cifra di 750 mila euro per realizzare nuovi parchi nei quartieri dove non esistono e per compiere un restyling in altri dove l’usura e alcuni episodi di vandalismo ne hanno ridotto la vivibilità. Un primo appalto, in corso d’opera, di 300 mila euro di fondi comunali è destinato alla realizzazione per il rifacimento di aree gioco e parchi come , un Parco pubblico nella Località Acqualonga e a Penitro nei pressi della scuola materna; il Parco Pimental in via D. Luigi Sturzo; interventi di manutenzione straordinaria al Parco Tosti Valminuta a San giulio. L’ appalto in questione scadrà nel mese di luglio e un’amministrazione efficiente potrà garantire che i lavori siano terminati entro la fine dell’ anno.
Un secondo stanziamento di 450 mila euro , sempre derivante dal bilancio comunale, è in fase di progettazione esecutiva: questo vuol dire che la relativa gara d’appalto potrà partire entro l’autunno. Gli interventi previsti riguardano: restyling della villa comunale di Maranola, con nuovi arredi e parco giochi; il rifacimento della pavimentazione di piazza Sant’ Andrea a Trivio, reso necessario dalla pessima opera realizzata anni fa dal centrodestra; il rifacimento della rete elettrica e nuovi giochi per bambini al Parco Antonio De’ Curtis a Gianola; un ampliamento dell’area giochi di Scacciagalline Rio fresco con installazione di nuove altalene e giochi per bambini; : “Questi appalti sono la risposta alle richieste di comitati e associazioni di quartiere – dichiara il candidato a Sindaco Claudio Marciano – Il nostro impegno appena saremo al governo della città è velocizzare l’iter per la messa in opera dei parchi dove non esistono ancora. Infine, rafforzeremo la pulizia grazie alla nuova flotta mezzi della Formia Rifiuti Zero e un appalto novennale per la manutenzione del verde” .

Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, le iniziative del Comune

Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, le iniziative del Comune
Gaeta 24 maggio 2018. Procede senza sosta l’attività dell’Amministrazione comunale di Gaeta volta a migliorare la cura, il decoro e la tutela ambientale della città. In questi giorni sono in corso diverse operazioni di bonifica del verde pubblico predisposte dall’ufficio ambiente consistenti nella potatura di alberi, nel taglio dell’erba e nella pulizia complessiva in diverse zone della città. Intereventi svolti dagli operatori e finalizzati a garantire l’igiene, la cura, la sistemazione degli spazi cittadini e, più in generale, una migliore qualità della vita urbana.
“La tutela ambientale – commenta l’Assessore all’ambiente Mauro Fortunato – è una delle priorità volta a rendere Gaeta una città sempre più bella, pulita ed accogliente a beneficio di residenti e turisti”. “Occorre – aggiunge Fortunato – l’impegno di tutti e per questo intendo far leva sul condiviso senso di civiltà per favorire il rispetto dell’ambiente e del patrimonio pubblico invitando a segnalare situazioni di degrado e denunciando chi invece distrugge, sporca ed inquina la nostra città”. E gli strumenti non mancano. E’ infatti potenziata l’attività di controllo del territorio da parte dei Vigili urbani di Gaeta anche in materia di tutela ambientale e controllo sulla raccolta differenziata. Le segnalazioni scritte, che ricevono una priorità in termini di intervento, possono essere effettuate presso il Comando della Polizia Locale compilando delle apposite schede oppure contattando telefonicamente il centralino allo 0771.469300.
Nel solo mese di maggio sono trenta le contravvenzioni da parte della polizia municipale del Comune di Gaeta per il mancato rispetto delle regole imposte dalla raccolta differenziata.
“Il corretto conferimento dei rifiuti differenziati – prosegue Fortunato – è fondamentale per la riuscita del sistema di raccolta urbana e per tale motivo abbiamo deciso di intensificare, soprattutto nel quartiere medievale di Gaeta, i controlli per incentivare a collaborare di più e meglio i cittadini e turisti”.

“Andiamo a rafforzare i nostri punti di forza – ribadisce l’Assessore all’ambiente – e tra questi, le nostre spiagge attraverso la consueta pulizia degli arenili da parte degli operatori così come pianificato dai nostri uffici”. Dal primo giugno si procederà con un intervento di pulizia radicale dei rifiuti presenti sulle spiagge per rendere ancora più accogliente il litorale apprezzato per la sua sabbia dorata. Intanto nei prossimi giorni il territorio comunale di Gaeta sarà interessato dai seguenti interventi di pulizia, potatura alberi e tagli erba con l’istituzione del divieto di sosta con rimozione:
26 maggio: Via Bausan, Via Docibile, Via Regina Maria Sofia, dalle ore 7.30 fino al termine dei lavori;
28 maggio: Corso Italia lato dx, Via Roma e traverse, dalle ore 7.30 fino al termine dei lavori;
29 maggio: Corso Italia lato sx, Via S. Nilo, dalle ore 7.30 fino al termine dei lavori;
30 maggio: Via Amerigo Vespucci, Monte Amiata, dalle ore 7.30 fino al termine dei lavori;
31 maggio: Via Milano e Via Torino, dalle ore 7.30 fino al termine dei lavori;

SICILY JASS: THE WORLD’S FIRST MAN IN JAZZ Al cinema ARISTON di Gaeta il film diretto da Michele Cinque che racconta l’appassionante vicenda biografica del leggendario cornettista Nick La Rocca.

Sarà “SICILY JASS: THE WORLD’S FIRST MAN IN JAZZ”, il film diretto da Michele Cinque e in programma al Cinema Ariston di Gaeta il prossimo 16 maggio, a segnare l’inizio della tanto attesa collaborazione tra Gaeta Jazz e l’ass.ne Jazzflirt.
E così, grazie anche alla preziosa disponibilità del Cinema Ariston, sinergicamente si mette a segno un altro colpo: portare a Gaeta il film che racconta l’appassionante vicenda biografica del leggendario cornettista Nick La Rocca e il suo ruolo nella storia del jazz.
Nato a New Orleans (da genitori siciliani originari di Salaparuta) alla fine dell’ottocento, nel 1917 La Rocca incise il primo disco nella storia del jazz, Livery Stable Blues, con la sua Original Dixieland Jazz Band. Il disco avrebbe poi venduto più di un milione di copie, e nel giro di poche settimane l’Original Dixieland Jazz Band sarebbe diventato il gruppo jazz più pagato al mondo, influenzando con le sue canzoni – da Tiger Rag a Clarinet Marmalade – alcuni fra i più importanti musicisti jazz tra cui Louis Armstrong.
Protagonista del film, che mescola parti documentarie a ricostruzioni recitate, tra una Sicilia senza tempo e la New Orleans di oggi e di ieri, è sempre Nick La Rocca. Trombettista autodidatta (nonché imprenditore edile), persona non grata in quanto bianco in un mondo di musica nera per eccellenza, il suo carattere scontroso porterà Nick La Rocca dalle vertiginose vette del successo a un triste declino finale.
Sicily Jass: The World’s First Man in Jazz è un viaggio introspettivo narrato dalla voce, dal gesto e dai pupi di Mimmo Cuticchio. Il giudizio di critici e storici del jazz e i materiali d’archivio scandiscono la narrazione e ci fanno rivivere l’epoca del successo della band. La voce di Nick La Rocca in un’intervista inedita e l’intimità della testimonianza del figlio Jimmy ci portano infine a scoprire perché La Rocca e la sua band sono spesso dimenticati nella storiografia del jazz.
Il film (con Roy Paci e Mimmo Cuticchio), è accompagnato da una colonna sonora curata dal ricercatore Mark Berresford, uno dei maggiori esperti e collezionisti di Jazz e Blues delle origini.

«Il film ci trasporta in un viaggio tra una Sicilia onirica e la New Orleans di oggi e di ieri, passando per Chicago, New York e Londra seguendo le tracce del successo della Original Dixieland Jazz Band» racconta il regista Michele Cinque. «Ho cercato di trasformare le location siciliane in un luogo della memoria, sposando quello che immagino possa essere lo sguardo degli immigrati di seconda generazione verso la propria patria: un luogo avvolto nella nebbia dei ricordi e del sogno, delle emozioni di altre vite.
È stato faticoso e affascinante avvicinare il lato umano del mio personaggio. Nick La Rocca non era un uomo facile, inviso ai più, tendente a derive paranoiche, in tarda età ferito e tormentato dal rancore, capace di affermazioni xenofobe e razziste, sicuramente un anti-eroe. Ho cercato di approfondire le sue ombre, con il figlio Jimmy a New Orleans e con il grande Mimmo Cuticchio che mi ha aiutato a dare vita agli incubi di Nick restituendone allo stesso tempo l’estrema umanità.
Le mie sensazioni nel corso del tempo nei confronti dell’uomo La Rocca sono cambiate. Ho capito da quali profonde delusioni sono nati i suoi squilibri, gli attacchi di ira e la xenofobia sul finire della vita. Mi sono infilato in un labirinto, tra le emozioni di un uomo scomparso da oltre 50 anni, e ho scelto il Cretto di Burri come simbolo di questo viaggio e delle strade senza uscita a cui la paranoia e il rancore possono condurre. Sicily Jass, oltre a raccontare il successo dei Beatles dell’era del Jazz (come uno dei protagonisti del film definisce la Original Dixieland Jazz Band), è un viaggio nell’anima di un uomo che ha tentato, sbagliando quasi tutto, di riservarsi un posto tra le stelle della musica», conclude Michele Cinque.

Michele Cinque (Roma, 1984), è regista di documentari per il cinema, serie tv e reportage per la televisione. Nel 2007 dirige Lavoro liquido e Top Runner, proiettati in diversi festival internazionali e vincitori di numerosi premi. Nel 2011 produce e dirige un documentario sulla vita di Bob Marley e una biografia di Louis Armstrong. In questi anni ha realizzato diversi contenuti per la Rai, tra cui una serie tv sugli sport estremi distribuita in diversi paesi. Dal 2013 è corrispondente estero di Rai Italia, prevalentemente dal Sud America, e tra il 2013 e il 2017 produce oltre cento filmati dal mondo. Nel 2016 naviga al largo delle coste della Libia per girare un documentario sulla crisi dei migranti nel Mediterraneo, attualmente in fase di postproduzione. Nel 2017 dirige il cortometraggio Jululu, ambientato nei ghetti in Puglia dove vivono i braccianti agricoli immigrati, che ha vinto il Premio per la miglior regia (sezione speciale dedicata ai cortometraggi sull’immigrazione) alla 74° Mostra del Cinema di Venezia.

Cinema teatro ARISTON di GAETA

MERCOLEDI 16 MAGGIO 2018 – SPETTACOLI ORE 18.00 E ORE 20.00

La proiezione sarà introdotta da GISELLA CALABRESE, direttore artistico del VISIONI CORTE INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL e dal presidente dell’associazione culturale “Il sogno di Ulisse”, GIUSEPPE MALLOZZI.

ingresso € 4,00

INFO E CONTATTI
339-5769745/ 338-6924358 / 349 6444651
Web Site: www.jazzflirt.net
E-Mail: info@jazzflirt.net
Facebook: www.facebook.com/Jazzflirt

Spallanzani-S.Camillo: continua l’attività di trapianti in pazienti HIV+

Prosegue con successo il programma di trapianti in pazienti Hiv+ del POIT – Polo ospedaliero interaziendale dei trapianti – dell’IRCCS Inmi Spallanzani e dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini iniziato sedici anni fa. Nei giorni scorsi un paziente coinfetto per HIV e HBV ed affetto da epatocarcinoma è stato trapiantato di fegato con successo dal prof. Giuseppe Maria Ettorre coadiuvato dal dott. Mario Antonini e dal dott. Gianpiero D’Offizi, e si trova attualmente in eccellenti condizioni generali.

La straordinaria efficacia delle terapie antivirali contro il virus HIV ed i virus epatitici HBV e HCV attraverso i nuovi farmaci cosiddetti “antivirali ad azione diretta” ha permesso di rivoluzionare il campo del trattamento delle infezioni virali del fegato prevenendo la reinfezione dell’organo trapiantato e mostrando una elevata tollerabilità anche nei pazienti maggiormente compromessi. L’impiego di questi farmaci innovativi, in aggiunta, potrà permettere come già dimostrato un utilizzo di fegati HCV+ da trapiantare in riceventi HCV+. Ma anche per il virus HBV sono in fase di sperimentazione avanzata numerose molecole che agendo a diversi livelli nelle fasi del ciclo replicativo virale mostrano un profilo di efficacia assolutamente innovativo.

L’innovazione arriva anche dalle tecniche di rigenerazione epatica tramite perfusione “Liver Assist” ipotermica al quale viene sottoposto il fegato da trapiantare. Attraverso questa attività di ricondizionamento, la qualità dell’organo che si consegna nelle mani dell’equipe chirurgica del POIT per essere trapiantato, viene migliorata con risultati eccellenti in termini di recupero funzionale del fegato. Grazie a tali innovazioni, un numero sempre più crescente di pazienti HIV+, avrà la possibilità di accedere ad un percorso trapiantologico completamente efficace e, fino a pochi anni fa, difficilmente realizzabile.

“Il lavoro è travaglio: sono doglie per poter generare poi gioia per quello che si è generato insieme.

Senza ritrovare una cultura che stima la fatica e il sudore, non ritroveremo un nuovo rapporto col lavoro e continueremo a sognare il consumo di puro piacere. Il lavoro è il centro di ogni patto sociale: non è un mezzo per poter consumare, no. È il centro di ogni patto sociale.”
Dal Discorso di Papa Francesco all’Ilva di Genova 27 maggio 2017
La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società nello scenario di un sistema economico che mette al centro consumi e profitto e finisce per schiacciare le esigenze del lavoro. I due imperativi del benessere del consumatore e del massimo profitto dell’impresa hanno risolto il problema della scarsità dei beni e delle risorse necessarie per investimenti, innovazione e progresso tecnologico nella nostra società. Ma hanno finito per mettere in secondo piano le esigenze della dignità del lavoratore indebolendo il suo potere contrattuale, soprattutto nel caso delle competenze meno qualificate.
Questi meccanismi sono alla radice di quella produzione di scartati, di emarginati così insistentemente sottolineata da Papa Francesco. Essi ci aiutano a capire perché ci troviamo di fronte a tassi di disoccupazione così elevati, ancor più tra i giovani, e al fenomeno inedito dei lavoratori poveri. Se un tempo il lavoratore povero era una contraddizione in termini, oggi l’indebolimento della qualità e della dignità del lavoro porta al paradosso che avere lavoro (che molte volte rischia di essere un lavoretto saltuario) non è più condizione sufficiente per l’uscita dalla condizione di povertà.
Gli ultimi dati sulla distribuzione del lavoro, dei salari e della ricchezza confermano che la frattura tra Nord e Sud del mondo non è più una frattura geografica ma è delimitata dal confine delle competenze. Ci sono tanti Nord e Sud dentro ciascun paese, città, quartiere. Nei paesi ad alto reddito come nei paesi emergenti assistiamo a crescenti diseguaglianze interne tra un ceto istruito e preparato alle sfide dell’economia globale e un ceto con minori competenze che rischia di finire tra i “vinti” del progresso, abbandonato sulla riva.
Di fronte a questo scenario è innanzitutto necessario innovare il nostro metodo di azione. Farsi prossimo agli ultimi, comprendere e condividere le loro urgenze non è solo un compito pastorale ma diventa un’esigenza fondamentale per l‘ intera società in tutte le sue componenti (art. 2 della Costituzione) e un compito ineludibile per la classe politica. Abbiamo bisogno sempre più di forme di sussidiarietà circolare di solidarietà che vedano nuove configurazioni di collaborazione fra tutti i soggetti, senza particolarismi o primogeniture, ma come fondamento e fine del convivere responsabilmente insieme per un futuro di speranza a partire dal lavoro ‘centro di ogni patto sociale’.
Con il percorso che ci ha portato alle Settimane Sociali di Cagliari abbiamo camminato per le strade del nostro paese andando sui territori, individuando migliori pratiche e problematiche. Da questo viaggio nel paese abbiamo individuato tre urgenze fondamentali.
La prima è rimuovere gli ostacoli per chi il lavoro lo crea come sottolineato dal pontefice nel suo discorso all’Ilva di Genova. Creare buon lavoro (lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale (EG n. 192) è oggi una delle più alte forme di carità perché genera condizioni stabili per l’uscita dal bisogno e dalla povertà. I mondi della pubblica amministrazione e della giustizia non possono essere distanti e separati da questa sfida e devono porsi l’obiettivo di rimuovere lacci e ostacoli evitando di essere un peso ed un freno.
La seconda è avere istituzioni formative (scuole, università, formazione professionale) all’altezza di queste sfide. In grado innanzitutto di suscitare nei giovani desideri, passioni, ideali, vocazioni senza le quali non esiste motivazione né sforzo verso l’acquisizione di quelle competenze fondamentali per risalire la scala dei talenti. Sogniamo un mondo nel quale i nostri giovani non si domandino semplicemente se potranno trovare un lavoro ma lavorino con passione e costanza per raggiungere l’obiettivo della loro generatività domandandosi quanto lavoro, valore sostenibile, quanto bene comune possono creare per la società in cui vivono. A questo fine l’incontro con il mondo del lavoro sin dai tempi della scuola, il confronto con le sue esigenze, lo stimolo allo sviluppo di competenze e al discernimento del proprio percorso di vita rappresentano elementi fondamentali per un sistema formativo che vuole aiutare i giovani ad inserirsi nella società ed evitare che finiscano nel vicolo cieco di coloro che non lavorano né studiano.
La terza è una rete di protezione per i soggetti più deboli, uno strumento efficace di reinserimento e di recupero della dignità perduta per gli scartati, gli emarginati che desiderano reinserirsi nel circuito di diritti e doveri della società. Su questo punto chiediamo alle nostre forze politiche di superare contrapposizioni strumentali e convergere su un comun denominatore di una rete di protezione universale efficace. Tenendo ben presente che dignità della persona non significa essere destinatari di un mero trasferimento monetario ma piuttosto essere reinseriti in quel circuito di reciprocità nel dare e avere, nei diritti e doveri che è la trama di ogni società. Se è vero che la mancanza di lavoro uccide, poiché genera “un’economia dell’esclusione e della inequità” (Evangelii gaudium 53) e produce inevitabilmente conflitti sociali la risposta al problema non può non essere ambiziosa. I giovani, gli imprenditori, noi tutti, credenti e uomini di buona volontà dobbiamo impegnarsi a riscoprire la «“vocazione” al lavoro», intesa come «il senso alto di un impegno che va anche oltre il suo risultato economico, per diventare edificazione del mondo, della società, della vita». Un buon lavoro è infatti dimensione fondamentale per svolgere il nostro ruolo di con-creatori e chiave fondamentale per la generatività, ricchezza di senso e fioritura della vita umana.
Roma, 9 aprile 2018
(Solennità dell’Annunciazione del Signore)
La Commissione Episcopale
per i problemi sociali e il lavoro,
la giustizia e la pace,
la custodia del creato

Free E-Bike Gaeta Tour, “pedalando” alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico

Gaeta 26 aprile 2018. “Una città sempre più attenta a soddisfare le richieste di un mercato turistico internazionale”. Questo il commento del Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano nell’apprendere i primi ed incoraggianti dati dell’iniziativa “Free E-Bike Gaeta Tour” attiva in città da circa due mesi e cha ha già registrato la partecipazione di numerosi turisti provenienti dagli Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Australia, Spagna e Francia. Col Patrocinio del Comune di Gaeta, con il plauso del locale punto I.A.T. – Informazioni ed Accoglienza Turistica della Regione Lazio e della Pro Loco Gaeta, il “Free Tour” è promosso da Carmine Rizzo Presidente dell’associazione Amici della Bici V.D.P. Si parte da un’idea semplice: far incontrare persone appassionate del loro territorio che propongono passeggiate in bici elettrica a turisti stranieri. Il servizio è gratuito e, a discrezione del turista, è prevista una donazione spontanea in base al livello di gradimento della esperienza fatta. “La cultura deve essere accessibile a tutti – ribadisce Mitrano – e l’iniziativa proposta dal dott. Rizzo e subito condivisa dall’Amministrazione Comunale è finalizzata a lasciare un ottimo ricordo di Gaeta in coloro che parteciperanno alle pedalate ecologiche”. “Obiettivo – spiega il primo cittadino – quello di rendere ancora più competitiva l’offerta turistica di Gaeta introducendo servizi molto apprezzati nel resto del mondo”.

Avviato in via sperimentale nel periodo primaverile, il “Free E-Bike Gaeta Tour” ha già ottenuto numerose prenotazioni e si appresta ad accogliere in previsione dell’imminente stagione estiva altrettante richieste da parte di turisti, villeggianti, ma anche residenti. Il “Free E-Bike Gaeta Tour” si riallaccia ad un “concetto” che negli ultimi anni è apparso chiaro in molti Paesi a vocazione turistica, specialmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna: creare iniziative che permettano un’esperienza immersiva e coinvolgente nella realtà e nella storia dei luoghi visitati. Il nuovo paradigma prevede che il turista sia attore principale della sua esperienza, cercando di coinvolgerlo sul piano emozionale oltre che delle conoscenze, e privilegiando l’obiettivo di lasciare un buon ricordo dei luoghi e dei territori che lo hanno ospitato. Il tour prevede infatti dei percorsi con la bici elettrica alla scoperta della città di Gaeta. Le finalità dell’iniziativa sono le seguenti: la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale che ci circonda, attraverso iniziative di turismo lento e sostenibile; la promozione di un turismo come diritto umano di base e modello di vita che arricchisce gli individui, le famiglie, le società, gli stati; il miglioramento della qualità dell’esperienza turistica straniera; il turismo quale strumento di comprensione e rispetto reciproco tra i popoli, mezzo insostituibile di educazione personale e fattore di sviluppo sostenibile. I turisti potranno recuperare informazioni utili sul “Free E-Bike Gaeta Tour” visitando il sito internet e la pagina facebook appositamente creati per l’iniziativa. Le persone interessate potranno richiedere il servizio prenotandosi e indicando il tour di loro interesse direttamente attraverso: web mail o via telefono; in alternativa potranno rivolgersi ai partner presenti sul territorio quali ad es. Proloco e receptionist delle strutture recettive aderenti all’iniziativa. Il punto di accoglienza turistica del “Free E-Bike Gaeta Tour” è in via Firenze n. 2, dove sono disponibili bici elettriche e caschi per grandi e piccini. Spazi resi disponibili gratuitamente dal Comune di Gaeta.

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