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Castelforte : Celebrazione 700 anni della morte di Dante

Sta riscuotendo notevole interesse l’iniziativa promossa da Poste Italiane che selezionato il Comune di Castelforte, unico in provincia di Latina, per celebrare, il prossimo anno i 700 anni della morte del Sommo Poeta Dante Alighieri.
Il Sindaco Giancarlo Cardillo già nei mesi scorsi, insieme all’assessore alla programmazione Luigi Tucciarone, ha colto al volo l’importanza di questa iniziativa per la quale il Comune di Castelforte si è proposto per segnalare una vicenda di grande interesse storico legata alla storia di Re Manfredi e al fiume Garigliano.

“Sono convinto –dice il Sindaco Giancarlo Cardillo- che il turismo culturale sia una delle nuove frontiere che bisogna guardare con attenzione per cercare di fare sistema con il territorio dell’intera area aurunca e del Golfo di Gaeta. Oltre allo splendido mare che va dal Garigliano a Gaeta, infatti, esiste tutto un sistema fluvi montano che, nei secoli scorsi, ha permesso all’intero basso Lazio e alto casertano di essere punto di riferimento di episodi, avvenimenti ed eventi che hanno segnato la storia nazionale. Il fatto che Dante Alighieri –prosegue il Sindaco- abbia nella Divina Commedia citato il fiume Garigliano in relazione a circostanze che richiamano la vicenda del Re Manfredi appare essere solo la punta di un iceberg che dobbiamo, tutti insieme, far riemergere dalle ceneri di una storia che deve diventare punto di riferimento di eccellenza per la valorizzazione dell’intero comprensorio insieme a tutte le risorse naturali, paesaggistiche, ambientali e storiche”.

Questo importante riferimento di Dante al Garigliano era già ampiamente conosciuto tanto che anche di recente l’Associazione Il Muristan aveva proposto una sua rievocazione nell’ambito della manifestazione “Il sabato del Villaggio” che da qualche anno caratterizza l’estate castelfortese.

In questo contesto, pertanto, si vuole rafforzare il richiamo alla memoria collettiva di questo episodio storico citato da Dante e che, a pieno titolo, è stato inserito tra gli eventi che Poste Italiane stanno valutando per ricordare i 700 anni della morte del Sommo poeta.
Ebbene al riguardo si evidenzia che Dante Alighieri, padre della lingua italiana, nel Canto III del Purgatorio, racconta la vicenda del dissotterramento delle spoglie mortali del Re Manfredi di Svezia, caduto combattendo contro i francesi di Carlo d’Angiò, nella Battaglia di Benevento del 27 febbraio 1266, e i cui resti mortali furono gettati nel Verde fiume (il fiume Garigliano) che scorre nel nostro territorio comunale.

Al riguardo si precisa che:
Carlo d’Angiò era stato convinto da Papa Urbano IV a venire a “prendere” la Sicilia per toglierla allo scomunicato Re Manfredi, potente capo della fazione ghibellina e ultimo discendente della casata degli Hohestaufen;
il dissotterramento delle spoglie mortali del Re Manfredi fu compiuto per ordine dell’Arcivescovo di Cosenza, Bartolomeo Pignatelli. Il rancoroso prelato aveva mal digerito il pignoramento dei suoi beni da parte del re svevo che aveva scoperto i suoi malaffari. E’ così che, avallando la richiesta del Papa e prendendo come pretesto la condizione di scomunicato fa disseppellire i resti per portarli “for del Regno”.
Il Sommo Poeta Dante Alighieri, narra questa vicenda nel Canto III del Purgatorio nei cui versi viene indicato il Verde fiume (il Garigliano appunto) che scorre nel nostro territorio. Al riguardo grazie ad un libro del ‘600 che descrive le casate che occupavano il territorio, cioè la Terra di Lavoro, nel Medioevo viene, tra l’altro, anche descritto lo specifico tratto di fiume nel quale sono state gettati i resti mortali del Re Manfredi. Atteso che in tale descrizione viene indicato che da detto luogo è possibile vedere le Tre Torri che distinguono quei paesi. Le Tre Torri a cui si fa riferimento sono: la Torre di Ventosa, la Torre di Castelforte (centro più importante) e quella di Suio.

Gli specifici versi del Sommo Poeta Dante Alighieri sono i seguenti:

“ Io son Manfredi
Nipote di Costanza imperatrice …
L’ossa del corpo mio sariano ancora
In co, presso Benevento,
sotto la guardia della grave mora .
Or le bagna la pioggia e move il vento
Di fuor dal Regno,
quasi lungo il Verde
dov’ei le trasmutò a lume spento”.

Castelforte, inoltre, già appartenente alla antica e nobile Terra di Lavoro è da tempo impegnato in una circostanziata opera di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale sostenendo anche specifiche iniziative poste in essere da meritorie associazioni locali. Inoltre, l’area del Garigliano interessata dai versi del Sommo Poeta Dante Alighieri, si trova nel pieno della Via Francigena e sempre nel nostro territorio comunale, l’esistenza di antiche “scafe”, vie di transito per i pellegrini in cammino, attestano il primario ruolo ricoperto nel medioevo da Castelforte. Al riguardo preme evidenziare anche la presenza di una struttura (ora piccola Chiesa rupestre) che sorge sulle rovine di una villa romana appartenuta al Patrizio Zeto che ospito il grande filosofo dell’antichità Plotino che si trasferì in questo luogo per godere delle “miracolose” acque termali e solfuree di Suio, note, appunto, fin da tempo dei Romani. In seguito la villa romana del Patrizio Zeto, divenne nel medioevo, un presidio dei Cavalieri Templari e degli Ospitalieri che assistevano i pellegrini in cammino.

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