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Archives for : Iniziative

Giardino Belvedere di Castelforte

Complimentandoci per la nuova attività di storico, della quale non
avevamo avvisaglie, sarebbe il caso di ricordare all’aspirante candidato
sindaco Pompeo, solo a lui perché ai cittadini la vicenda interessa
decisamente poco, che il motivo principale della caduta
dell’amministrazione Gaetano, oltre la gestione fallimentare che la
contraddistinse, fu la sfiducia dell’allora alleato Gianpiero Forte. Lo
stesso Gianpiero Forte al quale alcuni componenti della sua lista,
decisamente influenti, hanno teso apertamente la mano con l’obiettivo di
un’alleanza più ampia e competitiva; operazione fallita solo ed
esclusivamente per il netto e fermo rifiuto dello stesso Forte.
Questo anche per rispondere alla Gaetano, la quale avrà certo fatto sua
la considerazione che i suoi alleati non avrebbero esitato neanche un
momento , anche in questa fase, a fare a meno della sua
presenza…preferendole il suo carnefice (politico sia ben chiaro !!)
Gianpiero Forte.
Per quanto attiene Gagliardi Vincenzo, è sotto gli occhi di tutti e
assolutamente trasparente il percorso politico-amministrativo che ha
intrapreso con questa maggioranza fin dal 2016 , pertanto ci sembra del
tutto coerente la sua candidatura all’interno della LISTA CIVICA
CASTELFORTE FUTURA DA ME GUIDATA.
Comunque noi ai cittadini abbiamo altro da dire, non possiamo
permetterci il lusso di perdere tempo dietro a polemiche sterili e
inutili che lasciamo a chi di questo vive.
Vogliamo dire ai cittadini, soprattutto a quelli che vivono nell’area
termale e alle numerose strutture recettive presenti in zona, che Il
presente progetto nasce dall’esigenza, manifestata dall’Amministrazione
Comunale, di operare una ristrutturazione e riqualificazione dello
spazio polifunzionale e ricreativo “Giardino belvedere” in località Suio
Terme, con interventi rivolti alla ristrutturazione funzionale interna,
all’adeguamento degli spazi ed ad uno studio più attento dei percorsi
distributivi.
Gli interventi possono essere, brevemente, così descritti:
 Realizzazione di aree ludiche negli spazi verdi provvisti di
attrezzature per il gioco, funivia, altalena cestone, castello tripla
torre e scivolo
 Realizzazione di una Palestra all’aperto, consistente in un percorso
attrezzato per la ginnastica e l’attività fisica, sviluppato su una
lunghezza variabile, lungo il quale verranno posizionate le varie
stazioni con le attrezzature per gli esercizi.
Ogni esercizio sarà descritto da un’apposita tabella raffigurante
l’attività da svolgere parametrata al livello di allenamento dell’utente
con testi, disegni e frecce che indichino la direzione della stazione
successiva.
Inoltre:
 Realizzazione di aree sportive con l’installazione di arrampicate e
parco avventura per i più piccoli.
 L’area agility dog.
 Elementi di arredo delle aree come tavoli pic-nic, barbecue,
portarifiuti, portabiciclette;
 Installazione, in sostituzione di quella esistente ammalorata, di
staccionata a croce di Sant’Andrea a delimitare la sponda del fiume
Garigliano;
 Ripristino dei percorsi pedonali esistenti con stesso materiale
naturale.
QUESTO CI PIACE DIRE AI CITTADINI, NOI SERVIAMO LA POLITICA , NON CI
SERVIAMO DELLA POLITICA

Giancarlo Cardillo – Sindaco di Castelforte

le Olive Itrane dette di Gaeta, o le Olive di Gaeta?

La vera storia delle olive di Gaeta
La storia vera storia delle Olive di Gaeta. Lo storico, giornalista e opinionista Giordano Bruno Guerri nel suo libro “Il sangue del Sud – antistoria del Risorgimento e3 del Brigantaggio”, edito nel 2010 da Mondadori, a pagina 66, parlando dell’assedio subito dalla città e dal territorio di Gaeta con novanta giorni di spietato bombardamento, dal 13 novembre 1860 al 13 febbraio 1861, giorno della capitolazione, scrive testualmente: “La città non si risollevò più, perché i danni peggiori vennero dopo i bombardamenti. Per scaldarsi dal freddo, i piemontesi avevano abbattuto centomila olivi e carrubi, patrimonio della zona. Poi, visto che non c’erano più olivi, smontarono i frantoi per portarli al nord. Il commercio marittimo venne annichilito: dalle paranze dei pescatori, ai bastimenti, ai cantieri navali. Gran parte della popolazione fu costretta a emigrare e oggi, sostiene il sindaco, ci sono più gaetani in Massachusetts che a Gaeta”.
I piemontesi, in tre mesi di assedio, avevano distrutto centomila piante di olivo e carrube. Noi dobbiamo imparare a non guardare il passato con gli occhi di oggi, la Gaeta del 2018 non è quella che nell’autunno 1860 fu cinta d’assedio dall’esercito di Vittorio Emanuele II re di Sardegna. Noi continuiamo a dire “le Olive Itrane dette di Gaeta perché dal porto gaetano venivano trasportate in tutto il mondo” e diciamo solo una piccola verità, tanto piccola da apparire, in fondo, una grande corbelleria. Il territorio di Gaeta è stato caratterizzato per secoli dalla presenza di vaste estensioni di uliveti, da tantissimi frantoi in esercizio, da un consumo alimentare elevato di olio, da un commercio di olive e olio verso terre anche lontane.
E tutto questo è dichiarato non da “partigiani” della supremazia gaetana, ma dai documenti che sono pervenuti sino a noi. Chi scrive incontra presso il Bar La Villetta a Gaeta il titolare Luciano Ciaramella, un simpatico autodidatta, degno della massima stima e considerazione. Ci sediamo a un tavolino all’aperto, è una bella giornata invernale e giunse sino a noi una piacevole brezza marina, ai nostri lati alcuni spettatori estremamente interessati che assentono alle dichiarazioni che vengono annotate sulla carta. Sul tavolino si ammassano un poco alla volta una decina di volumi di ogni grandezza ed epoca. Sono i documenti con i quali viene illustrato al sottoscritto che non è una leggenda o un’usurpazione di denominazione il termine “Olive di Gaeta” ma il risultato di una produzione costante nel tempo.
L’indimenticabile Mons. Paolo Capobianco nell’agosto 1994 pubblica “Gaeta con le sue olive nei tempi”, una minuziosa ricerca sul legame indissolubile tra la coltivazione degli uliveti e la comunità gaetana. In un voluminoso libro di 522 pagine nel 2010 Antonio Cesarale, Pasquale Di Ciaccio e Carlo Magliozzi grazie alla Provincia di Latina al Consiglio regionale del Lazio pubblicano il “Catasto Onciario di Gaeta”, sottotitolo: la vita della città e circondario alla metà del XVIII secolo. E ancora Cesarale e Magliozzi l’anno precedente avevano pubblicato per Edizioni del Comune di Gaeta “L’Amministrazione Civica di Gaeta del suo Territorio e Distretto negli anni 1538 – 1553” attraverso la lettura delle deliberazioni del Consiglio della sua Università. E si rimane affascinati nel riscontrare – dati alla mano – quanto fossero state vaste le coltivazioni di ulivi sul territorio comunale.
Distese a perdita d’occhio dove ora esistono quartieri cittadini, il sistema viario, terreni abbandonati o convertiti ai consumi familiari. Nicola Magliocca nel suo “Usi e costumi del popolo gaetano” scrive: “Un tempo la coltura dell’olivo era essenziale per l’economia del paese. Ad essa si dava grande importanza, divideva il primato con la vite, il carrubo e gli ortaggi. D’altro canto la natura stessa del terreno prevalentemente collinoso e il clima temperato favorivano il suo sviluppo. La produzione era abbondante, soddisfaceva il consumo locale e inoltre si esportava sotto forma di olio e di olive in salamoia.
I documenti del Codice Diplomatico Gaetano spesso trattavano di vigneti e di oliveti, le colture più diffuse nel nostro territorio. La protezione e la salvaguardia delle piante di olivo erano talmente considerate di pubblico interesse che appositi articoli degli Statuti della Università di Gaeta erano chiamati a garantirle. I nemici principali erano il fuoco e le capre”. Era proibito alle capre di poter entrare, stare o passare per il territorio di Gaeta da antichissimi tempi, per cui, oltre alle ammende, ogni cittadino di Gaeta poteva impunemente ammazzarle dovunque le trovasse per difendere la città ed il suo territorio, i suoi uliveti, quindi “pro bene pubblico”. E gli Statuti erano rigorosi anche quando affermavano che senza l’autorizzazione del Balio nessuno poteva togliere dai suoi fondi un solo ulivo. E neppure cavare i ceppi degli olivi stessi, tale competenza era affidata soltanto al Consiglio della Città con l’obbligo per il proprietario di piantare in breve tempo nuove piante di ulivo.
Quando pensiamo a Gaeta dobbiamo immaginarla in tutto il suo splendore, tra Formia e Sperlonga, una città cara ai sovrani napoletani, ricca di caserme, di monasteri e conventi, di numerose Chiese e popolata da abitanti laboriosi e viaggiatori in transito. Tutti i militari che alloggiavano nella città – fortezza e i sacerdoti, i frati, le suore, gli abitanti e i viaggiatori consumavano moltissime derrate alimentari e tra queste in grande quantità l’olivo che prima, ancor più di oggi, era alla base dell’alimentazione tradizionale. Ad esempio quando si mangiava la tiella l’olio doveva colare sino ai gomiti del consumatore.
Ebbene l’Olio e le Olive di Gaeta trovavano già nel consumo interno la loro prima destinazione e solo dopo iniziavano le esportazioni.  Itri, con il suo territorio limitato e il disagevole sistema viario di allora, quanto l’olio poteva far pervenire al porto marittimo gaetano? E d’altronde era solo una delle fonti di rifornimento in quanto intorno a Gaeta vi erano tutte le altre località produttrici, da Maranola a Traetto, da Fondi a Lenola, solo per fare qualche esempio. Gaeta ha il diritto storico di fregiarsi, tra i tanti, del titolo di “Olive di Gaeta”; ad altri il loro legittimo riconoscimento ma quando ragioniamo storicamente dobbiamo avere la capacità di guardare in alto e lontano e vedere dinanzi a noi un altro panorama, molte volte perduto per sempre. Eppure quegli ulivi piantati attualmente dal Comune nei giardini pubblici che si ammirano entrando in città sono il più nobile monumento a una storia già narrata da Virgilio oltre duemila anni or sono.

LA CULTURA È TUTTO ESISTERE È RESISTERE

Lo scorso 22 ottobre Stefano Massini è intervenuto a Piazzapulita in onda su La7. Sono stati sette minuti di fuoco, di chiarezza, splendidi, in una parola.

Se non l’avete visto, vi riassumiamo qui i punti salienti e se ne avete voglia vi lasciamo il link per vedere l’intero intervento.

«[…] Quanto è bello che nella gerarchia delle priorità, che durante il lockdown ha seminato l’idea che tutto quello che è cultura, che è teatro, che è musica, che è danza fosse intrattenimento, sia stata una cosa che invece ha fallito. Non è vero, la gente ne ha bisogno. […]

Io ho deciso di parlarvi di questo stasera perché, vedi, tanta gente mi dice “ma voi che fate le presentazioni dei libri, voi che fate gli spettacoli teatrali, voi che provate a fare delle ‘situazioni culturali’, voi dovreste essere chiusi in un momento in cui i dati sono quelli che sono. Io rispondo di no. […]

Dire la cultura, il teatro ricominceranno quando tutto sarà passato, quando il peggio sarà solo un ricordo, è un’idiozia conclamata come dire che io ho in corso una colica ma in farmacia, a comprarmi l’antidolorifico, ci vado quando la colica mi sarà passata, starò meglio e questa malattia sarà un ricordo. No, tu del farmaco hai bisogno quando stai male e la cultura, la bellezza, il teatro, la poesia, la danza, la musica sono il farmaco, sono il primo vaccino di cui abbiamo bisogno perché la bellezza è quello che ti apre la mente e ti dà il senso critico affinché ciò che stai vivendo non sia vissuto esclusivamente in modo distruttivo ma in modo costruttivo. Questo è il ruolo della cultura.

Nel 1941 quando i nazisti arrivarono fuori da Leningrado e cominciò l’assedio terribile Shostakovich, il grande compositore, fece un discorso in radio, disse “tutto il mondo sappia che nella mia città, qui a Leningrado, si fa la fame, si ha paura, ma i teatri sono aperti, gli scrittori scrivono, i musicisti compongono e noi che siamo artisti non ci sposteremo di un centimetro dal posto in cui siamo, che è il posto in cui l’artista lotta e per questo artista è invincibile. Ecco quanto sarebbe bello che gli artisti, gli scrittori, i musicisti, gli attori, i danzatori italiani, i cantanti italiani, quelli che fanno cinema, quelli che fanno televisione, dimostrassero quanto mai, in questa situazione, che noi siamo consapevoli di essere come diceva Shostakovich, di essere invincibili e come tali vi dico “andiamo avanti, a oltranza”. È una forma di resistenza, avanti! […]

La cultura non deve tacere mai, mai, soprattutto adesso. Mi rivolgo a chi fa questo mestiere nei più diversi linguaggi che possiamo usare. Vi prego, è una forma di resistenza. Noi siamo in questo momento importanti, siamo un servizio al cittadino, all’individuo, all’essere umano. Di noi c’è bisogno. E c’è bisogno di avere una scritta enorme sempre dentro di noi che è questa “esistere è resistere”. E la cultura in Italia e nel mondo, dopo il virus, continuerà a esistere se noi sapremo resistere. […]

Perché la cultura è tutto!»

Ecco, noi saremo presenti, come lo siamo già stati nello scorso periodo di lockdown, e continueremo il nostro lavoro, costi quel che costi. Facciamo resistenza. Voi?

Parlamento: serve un rilancio concreto ora per gli indipendenti in Italia, gli interventi di J -Ax ad Amici e di Giordano Sangiorgi del MEI

«Noi big possiamo permetterci di aspettare anche un anno perché le multinazionali non chiuderanno, mentre le etichette indipendenti non vedono un euro da tempo. Il nostro è un mestiere che ha salvato vite e che ha dato felicità alle persone. Smettiamola di dire che va tutto bene e mi appello al Governo affinché supporti subito le realtà indipendenti».

Sono le parole di J-AX, ospite di Amici Speciali andato in onda lunedì sera in prima serata su Canale 5, dichiarazioni che peraltro arrivano con un timing preciso: in questi giorni il Parlamento sta prendendo in esame gli emendamenti al Decreto Rilancio, emendamenti presentati da diversi coordinamenti di imprese, agenzie, artisti, lavoratori e discografici che sono essenziali per rilanciare concretamente la filiera.

«Parliamo di un maggiore ed immediato sostegno economico al settore nelle proposte che abbiamo già visto fatte da una serie di coordinamenti della musica che hanno lavorato seriamente: bonus a fondo perduto diretto a tutte le piccole e medie realtà che hanno avuto festival e live cancellati, sgravi fiscali e dilazione pagamenti fiscale con un anno di pace fiscale, diminuzione di affitti, qualsiasi misura atta a rimettere in circolo l’economia della musica a favore della filiera dei produttori ed editori, agenzie e booking, festival e contest, club, circoli e discoteche che reinvestono nella musica, tutti gli interventi necessari a garantire il minor peso economico possibile sugli organizzatori e sugli artisti per i prossimi live, compreso il credito d’imposta sui live e l’art bonus, la necessità di allargare la platea dei lavoratori che ricevono i bonus e l’assistenza, la riduzione dell’Iva per tutto il comparto, l’allargamento del Bonus Cultura e Bonus Stradivari per rimettere in circolo l’acquisto degli strumenti musicali e le scuole di musica, l’utilizzo di una parte dei fondi del Vecchio Imaie per produzioni musicali per giovani artisti esordienti per fare ripartire il mercato subito, un patto con la Rai per una maggiore diffusione delle nuove musiche sui canali Rai per un maggiore introito sui diritti d’autore, e tanti altri interventi inderogabili per non perdere la filiera del Made in Italy musicale, una realtà composta da 10 mila imprese piccole, micro e medie, circa 50 mila addetti diretti e circa 300 mila addetti coinvolti indirettamente», dichiara Giordano Sangiorgi, patron del MEI al lavoro con tantissime realtà su queste proposte.

Il Parlamento ora deve ascoltare e votare a favore di tutti questi interventi perchè non può esistere un Rilancio del Paese senza la Musica.

Sito: www.meiweb.it

Lotteria di Carnevale

Carnevale a Castelforte

“Sciuscio gaetano” istituito l’albo dei Sciusci ed il Premio “Sciuscio gaetano di Capodanno”

Gaeta, 10 gennaio 2020. Con la delibera di giunta n. 3 del 9 gennaio 2020 è stato istituito l’albo dei Sciusci ed il Premio “Sciuscio gaetano di Capodanno”. “E’ soprattutto un omaggio – spiega il Sindaco Cosmo Mitrano promotore della proposta di delibera – a tutti coloro che oggi come ieri tramandano una tradizione ben radicata in città. Chi di noi a Gaeta, da ragazzo, non ha trascorso le serate del 31 dicembre girando con gli strumenti tipici dei Sciusci, intonando le canzoni benauguranti da abitazione ad abitazione, da piazza in piazza, dai vicoli del Borgo al centro storico e nel resto della città. L’istituzione dell’albo dei Sciusci ed il premio del Sciuscio gaetano sono quindi finalizzati a creare in primis un archivio storico dei gruppi che avrà uno spazio nel costituendo Museo Civico di Gaeta. Nel contempo andiamo così a valorizzare la creatività artistica giovanile nel solco della tradizione locale con l’intento di ricordare, riscoprire, preservare e diffondere i valori storico-culturali di testi e motivi musicali legati alla tradizione gaetana. Riteniamo – aggiunge il Sindaco – che sia importante preservare la memoria storica di questa tradizione che caratterizza la Città di Gaeta, evidenziando la partecipazione e il coinvolgimento di gruppi musicali che si esibiscono ogni fine anno nonché la tipologia di strumenti e di indumenti che utilizzano, i testi delle canzoni ed ogni altra caratteristica necessaria a dare un profilo identitario a questo evento folcloristico di San Silvestro. Il premio – prosegue Mitrano – sarà assegnato al gruppo musicale che meglio avrà saputo interpretare e custodire la tradizione del canto popolare gaetano nel rispetto della musicalità, dei versi, degli strumenti musicali utilizzati e delle uniformi indossate. Quella sana competizione che tra le varie orchestrine che c’è sempre stata e che fa parte della tradizione folcloristica”.

Il Sciuscio infatti coinvolge molti giovani che intensificano gli incontri per effettuare le prove musicali nel mese di dicembre ma la cui elaborazione con scelta di testi e musiche viene affrontata durante i molti incontri preliminari che si svolgono nel corso dell’anno attraverso lavori di ricerca e di progettazione. Gli amici che compongono il gruppo musicale si riuniscono tutto l’anno in cantine, garage e campagne in modo che ogni incontro diventi un momento di aggregazione unico, che unisce ancora di più i partecipanti del gruppo.

“Riteniamo – conclude il primo cittadino – che sia altrettanto importante preservare la memoria storica di questa tradizione che caratterizza la Città di Gaeta, evidenziando la partecipazione e il coinvolgimento di gruppi musicali che si esibiscono ogni fine anno nonché la tipologia di strumenti e di indumenti che utilizzano, i testi delle canzoni ed ogni altra caratteristica necessaria a dare un profilo identitario a questo evento folcloristico di San Silvestro”.

Nei prossimi giorni, infine, sul sito istituzionale www.gaeta.it saranno disponibili la modulistica da scaricare e compilare e tutti i dettagli per poter aderire alle iniziative illustrate.

NATALE DI SOLIDARIETA’ PER IL ROTARACT CLUB LATINA

Donati giocattoli e libri per allietare il Natale
Un Natale all’insegna della solidarietà quello del Rotaract Club di Latina che anche quest’ anno ha deciso di donare un po’ di serenità ai bambini ricoverati presso il reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.
Grazie al Primario Dott. Riccardo Lubrano infatti la scorsa domenica soci del Rotaract e del Rotary club Latina si sono recati in ospedale per consegnare i doni ai piccoli pazienti e animare il pomeriggio con Babbo Natale.
Ma l’impegno del Club è stato profuso anche per l’adesione all’ dell’iniziativa “Libera mente, più cultura, meno sbarre” promossa dalla Camera Penale del Tribunale di Latina per la raccolta di libri per la biblioteca della casa Circondariale di Via Aspromonte.
Grazie alla raccolta fondi avviata dal club con la vendita delle stelle di Natale offerte dal vivaio Federico di San Felice Circeo, è stato possibile donare dei libri giuridici, scolastici e di narrativa.
“Donare è forse il più bel regalo che si possa fare non solo a Natale. Una delle nostre vie di azione è il service e sono fiera di rappresentare un club che grazie al sostegno e alla sensibilità di ogni socio con piccoli gesti può fare tanto per la nostra città. Il nostro impegno testimoniato negli anni, sicuramente ci vedrà ancora partecipi ad iniziative di solidarietà per il nostro territorio” Dichiara Rosalba Amelia, Presidente per l’a.s. 2019-2020

Gli Auguri del Sindaco di Castelforte

Cari concittadini,
desidero far giungere a ciascuno di voi il mio pensiero di auguri per il Natale e il Nuovo Anno che arriva. Non vorrei che questo pensiero fosse qualcosa di scontato e di ordinario sento, invece, la necessità e il bisogno di raccontare, ancora una volta, la passione e l’impegno per il bene comune che anima e guida ogni mia/nostra decisione di amministratori.
Ogni giorno dell’anno appena trascorso è stato dedicato a trovare strade giuste e vie nuove per assicurare il meglio alla nostra città. Certo, abbiamo incontrato difficoltà, ostacoli, impedimenti ma, anche grazie all’incoraggiamento che voi ci avete offerto, siamo riusciti a superarli e a pensare al presente con l’occhio rivolto al futuro.
Auguri a voi tutti per un Natale in famiglia e con gli amici da vivere nella pace e in serenità. Le difficoltà non sono mancate e non mancheranno mai ma neanche noi, nessuno di noi, si stancherà di affrontarle e cercheremo di farlo con la massima unità possibile perché siamo convinti, come è giusto che sia, che tutto si supera se restiamo uniti e se riusciamo a mettere da parte odi, rancori, invidie, orgogli e pregiudizi.
Il nostro paese e le nostre famiglie, i nostri giovani, soprattutto, hanno bisogno di unità e di fare fronte comune abbattendo le negatività, i veleni, gli odi e tutto ciò che non aiuta a costruire unità e a vivere l’accoglienza del diverso da noi.
La buona politica è fatta di buone pratiche e collaborazione, di sostegni reciproci con i quali costruire insieme la nostra convivenza nella quale nessuno deve sentirsi escluso o emarginato o messo da parte. Dobbiamo essere inclusivi tra noi e noi con gli altri. Ci sono cose più importanti in cui credere e per le quali lavorare insieme. Un plauso desidero fare a tutte le associazioni e i gruppi che in questo anno hanno assunto iniziative e svolto servizi in collaborazione con il Comune e a favore dei cittadini. Queste sono le cose belle che dobbiamo e vogliamo condividere e rafforzare.
Desidero e mi auguro che il 2020 sia, per davvero, l’anno dell’unità, della responsabilità, della pacificazione operosa. Sono certo che con la buona volontà sapremo realizzare questo ambizioso obiettivo che è la premessa per un vero e solido rilancio della nostra comunità cittadina in un contesto socio-economico e in un tempo sempre più complicato e complesso nel quale vince chi sa unire tutto il buono e il bello che ha dentro e che riesce a veicolare all’esterno.
Buon Natale e Buon 2020 a tutti noi !!!

Giancarlo CARDILLO
Sindaco

Puntuali come ogni sabato con le nuove puntate di Due Minuti Un Libro per la prossima settimana su Radio Tirreno Centrale

Lunedi
M. IL FIGLIO DEL SECOLO, il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo;

Martedì

IL TUO METABOLISMO, Antonio Moschetta, ordinario di Medicina interna, dedica la propria attenzione ai meccanismi biologici attraverso cui una cattiva alimentazione può contribuire a generare tessuto adiposo in eccesso e a «nutrire» le cellule tumorali. Salute;

Mercoledì

IL NOSTRO MOMENTO IMPERFETTO, la vita non rispetta mai i piani che decidi tu. E Alessandra lo ha scoperto a sue spese e nel peggiore dei modi. Romanzo;

Giovedì

L’ESERCIZIO DEL DISTACCO, una storia d’amore struggente, una scrittura unica. La seduzione del racconto e la densità della poesia;

Venerdì

PECCATO MORTALE, comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso. Giallo;

Sabato

L’ANNO IN CUI IMPARAI A RACCONTARE STORIE, una grande lezione sul bullismo e sulle ingiustizie della vita. Romanzo.

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Buona radio
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