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FORMIA – Dal 7 al 26 novembre un ricco calendario di eventi per ricordare Pier Paolo Pasolini

Una mostra fotografica, film, presentazioni di libri, teatro, incontri-dibattito con gli alunni delle scuole. Dodici appuntamenti dal 7 al 26 novembre distribuiti in luoghi diversi della città. Nel quarantennale della morte, il Comune di Formia celebra il ricordo di Pier Paolo Pasolini con un ricco calendario di eventi promossi in collaborazione con l’Associazione culturale “Il Sogno di Ulisse” e “Visioni Corte Film Festival”.

Il programma è stato presentato questa mattina in Comune alla presenza dell’Assessora alla Pubblica Istruzione Maria Rita Manzo, della Delegata alle Pari Opportunità Patrizia Menanno e del responsabile dell’Associazione “Il Sogno di Ulisse”, il giornalista Giuseppe Mallozzi.

Cinema, letteratura, politica. Un viaggio nell’universo artistico e umano di un intellettuale che, più di chiunque altro, ha saputo dividere e attrarre per la forza provocatoria degli argomenti e l’acume del pensiero. Un percorso “a rebours” che parte dalla fine, da quel drammatico 2 novembre del 1975, data in cui Pasolini morì, ucciso sul litorale di Ostia in circostanze ancora tutte da chiarire. Una pagina controversa della storia italiana che, ancora oggi, alimenta il dibattito su potere e informazione, democrazia e libertà.

Proprio alla fine di Pierpaolo Pasolini sarà dedicato l’evento di apertura della kermesse. Domani sabato 7 novembre presso la Torre di Mola, sarà presentato il libro “Pasolini massacro di un poeta” (Ponte alle Grazie) della giornalista Simona Zecchi. Un’inchiesta ricca di documenti inediti che prova a far luce sul mistero della morte dello scrittore. Fatti, riscontri, elementi a raffronto, testimonianze smarrite, foto inedite raccontano un’altra storia rispetto alla versione accreditata e sancita dall’unico processo finora celebrato, quello a Pino Pelosi. L’incontro, aperto dal Sindaco Sandro Bartolomeo, sarà moderato dal giornalista d’inchiesta Sergio Nazzaro, autore del libro “Castel Volturno. Reportage sulla mafia africana”.

A seguire, alle ore 19, sempre presso la Torre di Mola, sarà inaugurata la mostra fotografica “I tanti Pasolini” realizzata dall’Archivio Riccardi. Interverranno i curatori Maurizio Riccardi e Giovanni Currado. Ventisei scatti, di cui molti inediti, per raccontare gli aspetti più intimi dell’artista, le espressioni del volto, le posture, lo stile: dalle chiacchiere con l’attrice Laura Betti al Premio Strega del 1960 alla deposizione in tribunale del ’63, dai dettagli sui suoi iconici occhiali neri ai saluti in aeroporto con Maria Callas nel 1970. La mostra resterà aperta fino al 20 novembre, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 (il martedì e giovedì apertura anche pomeridiana dalle 15,30 alle 18,30).

Lunedì 9 novembre il programma riprende, sempre alla Torre di Mola, con la proiezione del documentario “Un uomo fioriva” di Enzo Lavagnini, Presidente dell’Archivio Pasolini di Ciampino. Seguirà dibattito dal titolo: “Pasolini insegnante e la scuola”, cui parteciperanno l’autore del documentario e l’Assessora Maria Rita Manzo.

Naturalmente, si parlerà anche di cinema con la riscoperta di alcuni capolavori pasoliniani che saranno proiettati nella sala Falcone e Borsellino: da “Mamma Roma” (venerdì 13 novembre alle ore 20.30) a “Uccellacci Uccellini” (mercoledì 18 novembre, ore 20.30), a “Il Vangelo secondo Matteo” (venerdì 20 novembre, ore 20.30). La proiezione di “Accattone” e “Medea” sarà invece destinata al pubblico delle scuole, con presentazione del critico cinematografico Alessandro Izzi. La prima pellicola sarà proiettata nella sala Ribaud alle ore 10 di lunedì 23 novembre. “Medea”, invece, chiuderà il programma giovedì 26 novembre alle ore 10 presso la sala Ribaud del Comune.

Innovatore in tutti i linguaggi dell’arte sperimentati, Pasolini era prima di tutto un poeta. Della sua poesia e in particolare de “Le ceneri di Gramsci” si discuterà martedì 17 novembre alle ore 9.30 presso la sala Ribaud. L’incontro, destinato principalmente alle scuole, sarà impreziosito dall’intervento critico del poeta e scrittore Rodolfo Di Biasio.

Grande esclusiva della kermesse la “Conversazione su Pasolini” con due protagonisti d’assoluta eccezione, gli attori Edoardo Siravo e Ninetto Davoli, quest’ultimo amico di Pasolini e protagonista di molti suoi film. L’appuntamento è in programma lunedì 23 novembre alle ore 10 presso il teatro Remigio Paone.

“Pasolini – commenta la Delegata alle Pari Opportunità Patrizia Menanno -, oltre che uno straordinario uomo d’intelletto, capace di esprimersi al meglio in tutti i linguaggi dell’arte, fu una persona discriminata in vita per il suo orientamento sessuale. Il cinema, la poesia, gli scritti polemici, le stesse straordinarie interviste televisive di Pasolini ci restituiscono l’immagine di un uomo in grado di ragionare sul presente e sul futuro dell’Italia, sulla discriminazione del diverso, sull’omologazione culturale di un Paese ancora troppo lontano dalla modernità. Ripercorrendo la sua opera, cercheremo di valutarne l’attualità ed, eventualmente, di trarre gli spunti che possano aiutarci a definire una visione del futuro libera da barriere e pregiudizi”.

“A quarant’anni dalla morte di Pasolini – sostiene l’Assessora alla Pubblica Istruzione Maria Rita Manzo -, episodio su cui non si è fatta ancora sufficiente chiarezza, dedicare una riflessione a questo straordinario intellettuale ci è parsa cosa doverosa. Tanto più se consideriamo che un personaggio di tale livello è ancora poco o nulla studiato nelle scuole. Cercheremo di coinvolgere gli studenti degli istituti superiori in un percorso di approfondimento e riscoperta che miri a stimolare la capacità critica dei ragazzi, la volontà di mettersi in discussione e di superare l’omologazione culturale che Pasolini, già negli anni ’60-’70, denunciava come uno dei rischi più pericolosi della contemporaneità. Un tema attualissimo – conclude l’Assessora Manzo – che vale senz’altro la pena di discutere con i nostri ragazzi”.

SCHEDA LIBRO
“Pasolini massacro di un poeta” (Ponte alle Grazie) di Simona Zecchi

A volte perdiamo più tempo ad immagine che cosa sia la verità, che a cercarla per davvero. La mattina del 2 novembre del 1975 all’idroscalo di Ostia è rinvenuto il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali italiani del XX secolo.
La giornalista Simona Zecchi ha ripreso il filo della storia per tirarne fuori una lucida inchiesta, ripartendo proprio da quella maledetta notte di 40 anni fa, quando il poeta fu massacrato non da uno, ma da molti assalitori (le prove indicano che c’è stata una vera mattanza, non una semplice lite).
Come ha scritto Alberto Moravia sulle pagine dell’Espresso qualche giorno dopo la morte dell’artista: “La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nei suoi romanzi e nei suoi film, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile”.
Nell’immaginario collettivo, costruito ad arte grazie ad una lunga ed impressionante serie di depistaggi, false testimonianze, indagini lacunose e depistaggi, Pasolini è stato vittima della sua stessa debolezza, quella di uomo, di omosessuale e di deviato. Pasolini è morto per i suoi vizi, insomma, non perché personaggio scomodo a tanti, anche tra i suoi stessi ‘compagni’ di partito, non per un atto di atroce violenza (premeditata), ma perché troppo incline ai piaceri della vita. In Italia si è fatto così per tanto tempo e ancora si fa così per screditare, infangare e rimuovere nomi ‘ingombranti’.
L’inchiesta dell’autrice prende le mosse da quella sciagurata notte e da quanto accaduto subito dopo, con l’ausilio di straordinarie prove fotografiche mai emerse sinora, di evidenza schiacciante, di documenti inediti, interviste e testimonianze esclusive, con la voglia di confutare moventi ufficiali e spazzare vie le piste finora accreditate – dall’«omicidio a sfondo sessuale» al «misterioso» Appunto 21 di “Petrolio”.
Pasolini ha catalizzato nel nostro Paese tanto amore quanto odio, tanto rispetto quanto disprezzo, come mai nessun’altro scrittore, regista, poeta ha avuto modo di sperimentare nella nostra storia recente. In parte il libro ci permette di indagare motivi e risvolti di tale fenomeno culturale, tendendo ‘in vita’ non solo l’opera del poeta, ma la sua stessa figura di uomo e cittadino, cercando di comprenderli entrambi: “La morte non è nel non potere più comunicare, ma nel non potere più essere compresi” scriveva il poeta in “Poesia in forma di rosa” (1961-1964).
Dall’oscuro attentato nei pressi dall’abitazione di Pasolini al furto di bobine del suo ultimo film, dalla presenza di più macchine all’Idroscalo (e la prova del doppio sormontamento del corpo ormai agonizzante) ai testimoni che nessuno ha mai voluto veramente ascoltare, dalla possibile matrice fascista dell’agguato alla pessima direzione dell’intelligence nostrana, dal ruolo depistante dell’enigmatico Giuseppe Pelosi ai tentativi di alcuni giornali, sempre ben informati, troppo informati, di trasformare Pasolini in imputato nello stesso processo che avrebbe dovuto stabilire l’identità dei suoi assassini, in “Pasolini, massacro di un poeta” Simona Zecchi racconta di questo e di molto altro, con un unico fine: dire e trovare la verità, niente altro che la verità.
 
L’AUTRICE
Simona Zecchi, giornalista, vive a Roma. Per la rivista I quaderni de L’Ora (n. 8, 2012) ha curato con la collega Martina Di Matteo un’inchiesta sulla morte di Pasolini, tema cui ha dedicato molti anni di ricerca. Ha collaborato con il manifesto e scrive sulla versione online del Fatto Quotidiano, il sito di informazione e approfondimento Gli Stati Generali e il quotidiano statunitense La Voce di New York, occupandosi di cronaca giudiziaria e attualità. È fra i fondatori del sito indipendente d’inchiesta Lettera35. Questo è il suo primo libro.

Mostra fotografica “I tanti Pasolini” a cura dell’Archivio Riccardi
Torre di Mola, 7-26 Novembre 2015

È lui, non può che essere lui. Però sempre diverso. Pier Paolo Pasolini visto dal maestro della fotografia Carlo Riccardi svela le molteplici identità. Nei suoi scatti espressioni, posture e perfino vestiti con eccezionale varietà. Ma soprattutto l’anima di un uomo che è stato poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, opinionista. La mostra è stata concepita appositamente per i 40 anni dalla morte avvenuta il 2 novembre 1975.
L’inaugurazione della Mostra fotografica “I tanti Pasolini” realizzata dall’Archivio Riccardi si svolgerà sabato 7 novembre alle ore 19 presso la Torre di Mola di Formia. Interverranno i curatori Maurizio Riccardi e Giovanni Currado. Ventisei scatti, di cui molti inediti, per raccontare gli aspetti più intimi di Pier Paolo Pasolini, le espressioni del suo volto, le posture e lo stile dell’intellettuale italiano: dalle chiacchiere con l’attrice Laura Betti al Premio Strega del 1960 alla deposizione in tribunale del ’63, fino ai dettagli sui suoi iconici occhiali neri e ai saluti in aeroporto con Maria Callas, nel 1970. La Mostra resterà aperta fino al 20 Novembre, osservando i seguenti orari: dal Lunedì al Sabato 9-13 / Martedì e Giovedì 15,30-18,30.
GLI AUTORI
Carlo Riccardi (Olevano Romano, 3 ottobre 1926). Fotografo dal 1940. E’ il paparazzo per eccellenza: con i suoi scatti ha raccontato al mondo la dolce vita e l’Italia del boom risorta dalla guerra. Dallo spettacolo alla politica e alla cronaca è l’interprete attento dei cambiamenti del paese. Alterna gioiosamente gli strumenti della sua arte: macchina fotografica e pennelli.

Maurizio Riccardi è fotografo, giornalista e direttore del Gruppo Agr. 
Giovanni Currado è fotografo, giornalista e responsabile editoriale di Agr.

1975-2015 
A PASOLINI
Omaggio nel quarantennale della morte
Formia, 7-26 Novembre 2015
Ingresso libero

SABATO 7 NOVEMBRE 
Ore 17 Torre di Mola
Presentazione libro “Pasolini massacro di un poeta” (Ponte alle Grazie) 
Presente l’Autrice Simona Zecchi 
Modera il giornalista Sergio Nazzaro 
Saluti del Sindaco Dr. Sandro Bartolomeo

Ore 19 Torre di Mola
Inaugurazione mostra fotografica “I tanti Pasolini”
realizzata dall’Archivio Riccardi
Intervengono i curatori Maurizio Riccardi e Giovanni Currado
Mostra aperta fino al 20 Novembre
Orari: dal Lunedì al Sabato 9-13 / Martedì e Giovedì 15,30-18,30 

LUNEDI 9 NOVEMBRE
Ore 17 Torre di Mola
Proiezione documentario “Un uomo fioriva” 
di Enzo Lavagnini, Pres. Archivio Pasolini di Ciampino
Dibattito “Pasolini insegnante e la scuola”
Presentano l’Autore e l’Assessora Prof.ssa Maria Rita Manzo

VENERDI 13 NOVEMBRE 
Ore 20,30 Sala Falcone e Borsellino
Proiezione film 
“Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini

SABATO 14 NOVEMBRE
Ore 17 Torre di Mola
Presentazione libro “Pasolini a Villa Ada” (Voland) 
Presente l’Autore Giorgio Manacorda 
Modera la Prof.ssa Bruna D’Ettorre
Saluti dell’Assessora Prof.ssa Maria Rita Manzo

MARTEDI 17 NOVEMBRE
Ore 9,30 Sala Ribaud
“Le Ceneri di Gramsci” di Pier Paolo Pasolini
Intervento critico del Prof. Rodolfo Di Biasio
Poeta e scrittore
Saluti dell’Assessora Prof.ssa Maria Rita Manzo

MERCOLEDI 18 NOVEMBRE
Ore 20,30 Sala Falcone e Borsellino 
Proiezione film 
“Uccellacci e Uccellini” di Pier Paolo Pasolini

VENERDI 20 NOVEMBRE
Ore 20,30 Sala Falcone e Borsellino
Proiezione film
“Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini

LUNEDI 23 NOVEMBRE 
Ore 10 Sala Ribaud
Mattinata con le scuole
Proiezione film “Accattone” di Pier Paolo Pasolini
Presentazione del critico cinematografico Alessandro Izzi

Ore 20,30 Teatro Remigio Paone
“Conversazione su Pasolini”
Con Ninetto Davoli e Edoardo Siravo
Proiezione del cortometraggio “Che cosa sono le nuvole?” di Pier Paolo Pasolini

GIOVEDI 26 NOVEMBRE
Ore 10 Sala Ribaud
Mattinata con le scuole
Proiezione film “Medea” di Pier Paolo Pasolini
Presentazione del critico cinematografico Alessandro Izzi

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