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FORMIA – Inquinamento marino, tavolo tecnico in Comune. Manzo: “Ampliamo il raggio d’intervento a tutela del nostro ecosistema”

Va avanti l’attività della task force ambientale costituita per monitorare gli scarichi a mare sul litorale formiano. Al nuovo tavolo tecnico, convocato questa mattina dall’assessora alla Tutela del patrimonio ambientale Maria Rita Manzo, hanno preso parte Acqualatina, Asl, Polizia Provinciale, Ufficio Locale Marittimo e Polizia Locale. La riunione è servita a programmare il lavoro da compiere nei mesi di avvicinamento all’estate. Il territorio sarà passato ai raggi x per individuare l’eventuale presenza di agenti inquinanti, prevenire e reprimere comportamenti lesivi dell’ambiente. Nello specifico, l’attività consisterà nel controllo degli scarichi a mare, nella verifica degli impianti di sollevamento al servizio dei vari complessi condominiali e nel monitoraggio degli allacci ai collettori fognari di nuova costruzione. Le operazioni partiranno il 19 marzo con turno di intervento settimanale. Il 10 aprile il tavolo tornerà a riunirsi per un primo resoconto.

“Sul fronte ambientale – sostiene l’assessora Manzo – e in genere della qualità del nostro mare, l’attenzione dell’amministrazione resta altissima. Pur continuando a monitorare gli scarichi abusivi a mare, siamo decisi ad ampliare il raggio degli interventi con una programmazione seria e strutturata che fissi obiettivi, tempi e modalità di intervento. Ringraziamo gli enti che prendono parte a tale lavoro e l’Ufficio Ambiente del Comune, in particolare il geometra Gino Forte che coordina il gruppo operativo con grande competenza”.

Sullo sfondo c’è la vicenda del pontile petroli. “L’amministrazione – ribadisce l’assessora -, segue gli sviluppi con attenzione, in coerenza con quanto fatto in passato. Siamo fermamente contrari a qualunque ipotesi di delocalizzazione che danneggi l’ecosistema del Golfo, tanto meno una che preveda l’avanzamento del porto commerciale di Gaeta e lo spostamento del pontile in direzione Vindicio. Un’eventuale soluzione di questo tipo rappresenterebbe un danno enorme all’economia che gravita attorno al nostro mare (stabilimenti balneari, associazioni veliche, esercizi commerciali) ed un attacco all’intera città”.

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