Vivere è diverso dal sopravvivere in quanto ogni azione meccanica è mero istinto ed ogni atto contemplativo non riesce a tradursi in vita piena se non supportato da una scelta consapevole. La vita è tale nel momento in cui si traduce in esperienza e il dolore non può diminuirne l’intensità. Solo l’oblio, inteso come dimenticanza di sé, può smorzarne la fiamma. L’abitudine con i suoi gesti routinari svuota l’esistenza del suo caratteristico entusiasmo ma la bellezza di un gesto, come quello di una carezza, ha in sé un particolare mistero, quello di rendere straripante di senso un atto apparentemente effimero. Al di là del chiacchiericcio mondano la “parola” è ciò…



